Palermo Arabo-Normanna e cattedrali di Monreale e Cefalu’

Palermo Arabo-Normanna è entrata nella Lista dei patrimoni UNESCO il 3 luglio 2015.

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Cattedrale di Palermo
Cattedrale di Palermo

tutti gli edifici costituenti il sito di ‘Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale’ rappresentano un esempio materiale di fusione perfetta tra diverse componenti culturali di diversa provenienza storica e geografica.
Questo originale stile architettonico e artistico, di eccezionale valore universale, in cui si possono riconoscere anche elementi bizantini, islamici e latini, fu capace di prodursi in combinazioni uniche, di eccelso valore artistico e straordinariamente unitarie.

Il sincretismo arabo-normanno ebbe un forte impatto in epoca medioevale, contribuendo in maniera significativa alla formazione di una koinè mediterranea, fondamentale per lo sviluppo della civiltà mediterraneo-europea moderna.

“I MONUMENTI”

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alazzo Reale e Cappella Palatina

Il Palazzo Reale di Palermo vanta preziose emergenze di età normanna. La Cappella Palatina, tra i più importanti monumenti del Mediterraneo medievale, il complesso comprende la torre Pisana e gli appartamenti della Gioaria, testimonianze intonse di un’architettura medievale di stampo islamico. Nella Gioaria troviamo la Sala dei Venti e la cosiddetta “Sala di Ruggero”, caratterizzata da un raro rivestimento musivo risalente ai tempi di Guglielmo.

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Palazzo Reale di Palermo, esterno

 

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attedrale di Palermo  
Si contraddistingue per l’ampio portico in stile gotico-catalano, eretto nel 1465 circa. Il sistema decorativo bicromo con motivi ornamentali di gusto islamico che ricopre i muri esterni della Cattedrale è quasi totalmente quello originale del XII secolo. All’interno della Cattedrale vi sono le tombe profiree a baldacchino degli imperatori Federico II ed Enrico VI, del re di Sicilia Ruggero II e di sua figlia Costanza d’Altavilla.
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Cattedrale di Palermo

 

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attedrale di Cefalù 

Una leggenda vuole che Ruggero II abbia ordinato la costruzione del Duomo di Cefalù per ringraziare Dio di averlo salvato da una tempesta particolarmente violenta. Decise di farne questa imponente cattedrale. Un duomo dall’aspetto di una fortezza e dai diversi stili architettonici: un monumento immediatamente visibile già all’ingresso del borgo marinaro, grazie alla sua collocazione e all’ambiente da cui è circondato.

Custodisce mosaici definiti, dai più autorevoli studiosi di arte bizantina, come una delle più raffinate e meglio conservate testimonianze dell’arte del mosaico bizantino comneno. La decorazione musiva che ricopre le pareti del presbiterio e la grande abside centrale, dove campeggia l’imponente figura del cristo Pantocratore, è opera di maestri bizantini, realizzata nel 1148 circa.
Cattedrale di cefalu arabo normanna
Cattedrale di Cefalù Arabo-Normanna
Duomo di Monreale 
Voluto da Guglielmo II ed edificato tra il 1172 e il 1186, la Cattedrale di Monreale conserva al suo interno la tomba del re fondatore e del padre Guglielmo I.

Secondo la leggenda, Guglielmo II il Buono, succeduto al padre sul trono di Sicilia, si sarebbe addormentato sotto un carrubo, durante una battuta di caccia nei boschi di Monreale. In sogno gli apparve la Madonna, che gli rivelò che: “Nel luogo dove stai dormendo è nascosto il più grande tesoro del mondo: dissotterralo e costruisci un tempio in mio onore”.

Guglielmo, fiducioso della rivelazione in sogno, ordinò che si sradicasse il carrubo e gli si scavasse intorno.
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Cattedrale di Monreale, Palermo

 

chiesa di San Giovanni degli Eremiti
Il complesso monumentale comprende la chiesa con il suo chiostro, propri del monastero fondato da Ruggero II, nel 1132, e la “sala Araba”.

La chiesa presenta all’esterno dalle cupole di colore rosso, è realizzata a croce latina. Il presbiterio è sormontato da una cupola, come quella dei due corpi quadrangolari che la fiancheggiano e di cui quello di sinistra si erge a campanile. Il chiostro, con il suo lussureggiante giardino, è la parte meglio conservata del monastero; notevoli per bellezza e leggerezza le colonnine binate con capitelli a foglie d’acanto. Vi si trova inoltre una cisterna araba.glish and complimented them on how quickly they’d picked up their first words and phrases.

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Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

«Tra dieci giorni, se non hai niente in contrario, potremmo andare a Palermo» le disse. «Preferisco Ginevra» rispose lei. Stava in piedi davanti al cavalletto ed esaminava una tela iniziata. «Come puoi vivere senza conoscere Palermo?».
(Milan Kundera)

 

chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (conosciuta come “Chiesa della Martorana”)
Testimonianza del genio bizantino ortodosso, la chiesa è adorna di mosaici tra i più magnifici e meglio conservati della produzione di epoca comnena, realizzati da maestranze bizantine tra il 1143 e il 1148. Anche la ricca pavimentazione marmorea è ben conservata e rispecchia fedelmente modelli bizantini, mentre altri ornamenti testimoniano l’influenza della cultura islamica.

 

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Chiesa della Martorana

 

palazzo della Zisa
Dimora estiva del re, il palazzo della Zisa rappresenta una delle più preziose e concrete testimonianze del Genoardo (Jannat al-ard, paradiso in terra). Punta di diamante del palazzo è la sala “della Fontana”, impreziosita da un mosaico con scene di caccia, singolare esempio di decorazioni musive profane, un tempo frequenti nel mondo aulico bizantino.
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Palazzo della Zisa

 

chiesa di San Cataldo 
Rappresenta un notevole esempio di elaborazione formale sincretica concepita da maestranze islamiche secondo canoni romanico-occidentali. Le pareti aride, prive di qualsiasi decorazione, esaltano la nitidezza architettonica della chiesa. A rendere ancor più prezioso questo “gioiellino” di piazza Bellini è il pavimento in opus sectile, unico esempio dell’epoca di Guglielmo I.

 

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Chiesa di San Cataldo

 

ponte dell’Ammiraglio

Costruito nel 1132 ca., costituisce un’importante testimonianza dell’architettura civile di età normanna. Rappresenta uno dei massimi prodotti d’ingegneria medievale in area mediterranea, interamente costruito in pietra da taglio, notevole per dimensioni, straordinarie per l’epoca.

Deve il suo nome al fondatore Giorgio di Antiochia, ammiraglio del regno al servizio del re Ruggero II dal 1125 e altresì fondatore della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. Il ponte, oggi in Corso dei Mille (Piazza Ponte Ammiraglio), fu eretto fuori dalla cinta muraria della città normanna, in prossimità della porta di Termini e in origine attraversava il fiume Oreto. La costruzione è parzialmente interrata e circoscritta in un’area recintata, depressa di circa tre metri rispetto all’attuale piano stradale.

Sul Ponte dell’Ammiraglio, il 27 maggio dell’anno 1860, nel corso della Spedizione dei mille, le truppe garibaldine provenienti dalle pendici di Gibilrossa si scontrarono con le truppe borboniche, lì posizionate per opporsi all’ingresso del nemico in città. Nel 1938, a causa dei continui straripamenti, il corso del fiume Oreto che originariamente scorreva sotto il ponte venne definitivamente deviato, consentendo l’allargamento del Corso dei Mille.

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Ponte dell’Ammiraglio

(FONTE: © Dossier di Candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List del sito seriale Palermo Arabo – Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, dicembre 2014)

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